Sai chi è Queneau? Raymond Queneau. No? Allora niente, puoi  chiudere questa pagina e: a) dimenticarci per sempre; b) andare in Amazon e scaricarti una copia di Esercizi di stile, tradotto da Eco.

L’idea è quella di scrivere una storia (breve) usando 9 stili diversi.

Perché? Perché per restare nella gang (o provare a metterci naso, o radici) tocca saper cambiare voce. A comando.

Se ci stai, ti pubblicheremo qui. Se decideremo di pubblicarti, sceglieremo per te uno pseudonimo (a meno che non ci faccia impazzire quello che ci proporrai tu).

Protagonista: lo scrittore fantasma

Personaggi: lo scrittore, il cliente.

Azione: 

  • Lo scrittore esce di casa.
  • Prende l’auto.
  • Raggiunge il casello di Lambrate.
  • Incontra il cliente che guida una Porsche.
  • Parlano. Non si sa cosa si dicano.
  • Riceve una busta e consegna un usb.
  • Riparte.
  • Fine.

Stili:

  1. Thriller/noir
  2. Rosa
  3. Cronaca.
  4. Drammatico.
  5. Humor
  6. Mental coach
  7. Sensoriale.
  8. Inverso.
  9. Negazione.

Lunghezza: minimo 1 cartella (1.500 battute) e massimo 2. Magre.

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24 comments

    1. Lo stile “mental coach” è quello che usa il Mental nell’immaginario collettivo, usando frasi che portino il suo coachee/la persona che segue, verso la direzione voluta. Può farlo all’Americana, in linea con i guru degli States degli anni ’80, o in modo più “emotional”, giocando con la faccia umana della PNL. Il test “mental”, ci serve perché lavoriamo con molti formatori, coach e trainer e, per valutare una nuova penna, abbiamo bisogno di capirne i punti di forza. Con questi esercizi, chi si mette alla prova, ci permette di vedere quali siano gli ambiti più facili, i preferiti, i migliori.
      😉

      1. Già!
        A quello tocca attenerci, di solito. Dalla mia esperienza, sei su dieci sono al confine tra l’invasato e il fanatico… E un paio pure oltre. Ma ogni tanto (per fortuna) ci capita qualcuno che non ha niente a che vedere con l’I.C. di cui sopra, e che usa quello che ha imparato (magari in America), traducendolo in un linguaggio che sappia arrivare a chi lo ascolta.

  1. Buonasera, sto giocando con voi praticamente a Vs insaputa da ieri, come posso inviarvi i miei lavori? Tutti insieme o qualche stile per volta, ne ho già finiti quattro. Fatemi sapere amo molto questo gioco. Buon Lavoro Silvia.

  2. Molto probabilmente è una domanda stupida ma, la lunghezza dei caratteri è per ogni stile vero?O un racconto da sole 2 cartelle con 9 stili diversi…

  3. Salve, io sono a quota sei. Non ho capito come debba essere lo stile “inverso”. Pensavo che alludesse ad una narrazione cronologicamente rovesciata, che inizi dalla fine, ma i duei esempi non vanno in questa direzione…

    1. Ciao Mandarina, non ci sono “esempi”, solo i pezzi che ci sono piaciuti. L’essenziale è piacere. Azzeccare lo stile è un dettaglio. 😉

      1. Wow! “come ti pare” è la risposta che preferisco. Impegnativa non poco, ma sicuramente di ampio respiro e rispettosa della libertà e della creatività altrui. (Fine della risposta diplomatica. Per quella vera, lascio ampio spazio all’immaginazione. Altrui.) 😉

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