22:00

Le luci soffuse della strada si riflettono sul corpo lucido e trasparente della siringa.

La guarda la sfiora come una curva sinuosa, un organo sessuale di plastica, l’ultima fonte sgocciolante di vita.

Acqua.

Fottutissima acqua del cazzo.

P. guarda l’orizzonte grigio di una periferia di merda. Il fumo sale inesorabile dalle fabbriche sporcando l’aria di quell’odore dolciastro e plasticoso che puzza di fabbrica e catrame.

Il cielo è immenso, le nuvole come gigantesche astronavi e lamiere che si schiantano e si divorano.

Sente qualcosa che sale per la gola, una specie di anestetico amaro che ti riempie tutto il corpo.

La mano si spacca nel finestrino mentre si piega su se stesso.

Colpi di tosse, una specie di rantolio orrendo.

E poi arriva il sapore di metallo.

21:37

Dalla Porsche nera esce un mostro ghignante, ha una cicatrice in faccia e indossa uno smocking bianco.

In mano ha la busta con la sostanza.

P. deve solo dare la penna prendere la busta ed iniettarsi il composto prima dell’alba.

L’uomo allunga la mano, ha un guanto strano, sembra una mano finta. Agguanta l’usb e dice qualcosa in una lingua del cazzo, uno slavoarabo incomprensibile.

P. pensa solo al contenuto della busta, i dati, i segreti e tutto quello che nuota come un pesce sintetico pronto a parlare, a raccontare ogni cosa dentro la penna usb sono un problema che affronterà quando la roba gli scorrerà nelle vene.

Quando la roba scivolerà piano dentro di lui, come un Cristo redentore, punendolo e pulendolo, salvandolo come l’ultima luce nell’ultimo tunnel dell’ultimo universo.

17:00

È tutto nella penna Usb. L’azienda sembra un mostro di acciaio e cemento, scompare mentre P. guida nervoso. La camicia sudata gli si è tutta appiccicata addosso e gli fa prudere la schiena e il culo.

La radio passa un’altra canzone di merda.

13:00

Sotto la tazza del caffè che ha appena bevuto c’è scritto che da questo momento P. è avvelenato a morte.

Meno di ventiquattro ore di vita rimaste.

Se vuole l’antidoto deve consegnare tutti i dati dell’azienda, i progetti, anche quelli classificati Majestic.

Stasera alle 21:30, casello di Lambrate, niente stronzate, nessun ritardo.

Sul momento gli viene da urlare, da vomitare o da vomitarsi.

Poi comincia a correre.

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