Scrivi quando hai qualcosa da dire.

Nella remota ipotesi in cui tu non sappia cosa dire, lascia perdere quel lavoro, raccoglierai solo guai.

Non avere paura di quello che scrivi, ma solamente di quello che non scrivi.

Mettiti in gioco sempre, in ogni circostanza e ad ogni ostacolo. Solo così potrai capire i tuoi limiti e raggiungere le tue conquiste.

Mantieni sempre la concentrazione e ignora tutto ciò che può farla vacillare.

Scegli con cura le mansioni e con estrema precisione i collaboratori: le prime serviranno a farti vivere, i secondi a poter sopravvivere.

Ogni qualvolta hai un minimo dubbio su un lavoro che ti propongono, risolvi ogni cosa prima di accettare e se non sei soddisfatto lascia perdere.

Se abbandoni le guerre che sai di non poter vincere, sarai sempre un vincitore, se le accetti, un perdente.

Quando hai scelto un lavoro, vivi per esso e non venire meno all’accordo che hai stipulato. Le parole sono importanti, ma la parola data è vita.

Ripeto costantemente queste poche regole nella mia testa. Ce ne sono moltissime altre, ma queste sono le più importanti.

Attendi il cliente se è in ritardo e non fargli pesare il contrattempo. Sorridi e ringrazia.

Quando la Porsche nera si arresta vicino alla mia auto, mi giro verso l’uomo alla guida. Sorrido, più tardi ringrazierò.

Scendiamo dall’auto quasi in contemporanea, due veloci battute di circostanza e si giunge subito alla causa dell’incontro.

L’uomo tira fuori dalla lunga tasca del cappotto una grossa busta.

Dai valore alle cose che fai. Se per te ciò che scrivi non ha un prezzo, non lo avrà nemmeno per gli altri.

So bene il prezzo delle mie parole. Quella busta così spessa, ne è la prova.

Afferro con eleganza il pacchetto e lo metto subito in tasca. Nello stesso momento tiro fuori con l’altra mano una piccola scatoletta di legno decorata a mano.

Costruisci un castello della tua arte e dai forza a quel castello come fosse reale.

So bene cosa c’è dentro, ma la vita è scena e ogni scena deve essere recitata alla perfezione.

L’uomo prende la scatoletta e la apre. Dentro, la chiavetta usb luccica per il sole di mezzogiorno.

“Grazie” gli dico sorridendo.

“No…grazie a te” replica l’uomo, contagiato dal mio sorriso.

Prenditi il tuo tempo. Lascia agli altri le decisioni ovvie, cosicché credano di comandare.

Lui sale in macchina, io rimango appoggiato alla mia. Mette in moto e va via.

Passano un paio di minuti. Oramai sono solo al casello di Lambrate.

E’ ora, la mia macchina da scrivere mi aspetta per altri clienti.

Non fermarti se puoi ancora camminare.

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