Il Casello [Drammatico, di 2171601]


Essere vittime è destino, essere colpevoli è creazione: quando la vita non basterebbe a far scorrere tutte le lacrime che si hanno dentro, a qualcuno viene l’idea di aprire nuovi varchi.

Scrivere è essere artigiani: si maneggiano strumenti tondi, caldi, leggeri, volatili. Ma a volte si usano punte, affilate, taglienti, roventi, infette. Lo scrittore ne aveva usate troppe di parole, e ce le aveva ormai smussate. Ma quelle che stendeva continuamente erano piene di ruggine, e la ruggine l’aveva ammalato.

In macchina, magro e intrizzito, l’autoradio accumulò tristezza. Era uno schema insopportabile, una verità insostenibile, una regola terribile e tragica: vivere la fatalità sarebbe stato maestoso ma superbo. Si avvicinò a lei, si scambiarono i motivi per cui erano lì, al casello di Lambrate, e di fronte a un preservativo gialliccio e smorto, e a tutta la vita che c’era lì dentro, pensò che tutta quella vita, non sarebbe bastata a risarcire di un solo millesimo della morte in vita che il suono della portiera della Porche scoppiò nel suo cuore. Il cuore batteva ancora forte dell’inerzia profonda e insaziabile di chi si aggrappa alla vita disperato, quando sporco di sangue, lasciò andare il mondo gli occhi e tutto.


Annunci
4. Drammatico

Il Casello [Cronaca, di 2171601]


MILANO – Nuovi dettagli riaprono lo scenario sull’omicidio che lunedì scorso ha sconvolto la città: la politica sostiene il lavoro della magistratura ed il sindaco sta pensando di proclamare il lutto cittadino. Nessuna informazione ancora sull’assassino che da una prima ricostruzione della polizia avrebbe barbaramente sgozzato senza apparente motivo M. L. (38 anni) ribattezzato dalla cronaca “lo scrittore”, dopo averlo seguito in un suo appuntamento di lavoro. La vittima, un professionista dell’area milanese, è stata decapitata con un’arma non ancora ritrovata (forse un coltello da caccia, o un rasoio), nei pressi della piazzola di sosta del casello di Lambrate. Mentre si tenta ancora di fare luce sulle cause del delitto, da fonti vicine agli inquirenti trapelano i primi risultati delle indagini, condotte anche grazie all’ausilio delle telecamere installate nei pressi del casello e della sua abitazione: secondo una prima ricostruzione, infatti, l’uomo sarebbe uscito di casa alle 9 e 30 del mattino, seguito a pochi passi di distanza dal suo assassino che, senza essere visto, lo avrebbe seguito in un’auto a poca distanza. Dopo avere raggiunto il casello di Lambrate, dove diversi  testimoni riportano che lo scrittore si sarebbe recato per un appuntamento di lavoro, l’uomo avrebbe ricevuto un compenso per una prestazione ad una sua cliente che, interrogata dagli inquirenti, non sembra al momento essere stata iscritta nel registro degli indagati. Alle 10.10, pochi minuti dopo il suo arrivo, lo scrittore sarebbe rientrato in macchina, seguito dal suo aguzzino. A disposizione degli investigatori le immagini scioccanti che testimoniano gli ultimi attimi di vita della vittima: istanti che, a giudicare dalle prime immagini, non sembrano presentare attimi di tensione. Non uno sguardo tra i due, né prima di entrare in macchina, né prima del delitto: questo il dettaglio più anomalo su cui si concentrano gli sforzi d’indagine di queste ore.


1. Thriller/Noir

Il Casello [Noir, di 2171601]


Lo scrittore esce di casa, chiude porte come fossero catene. Oltre l’orto, avanti casa, perde in terra la chiave. Si china. Potrei prenderlo ora. La macchina non parte. Potrei prenderlo ora, sarebbe un buon momento ora. La sua macchina parte, la mia pure. Seguo lo scrittore sull’asfalto ancora umido di notte, col sole che mai lo asciugherà. La mia macchina odora di velluto. Polvere e velluto. Domani la lavo. Il casello odora di freddo mattina, vola polvere e il vento alza carte, una bustina rossa è ferma, appiccicata all’asfalto. Una patatina dentro, guarda l’autostrada, le macchine sfrecciano, rallentano di botto. Un preservativo. La sbarra è alzata. Passano i camion, il casellante è grigio nella camicia blu. La Porsche è ferma, a viso cattivo lampeggia, altéra e femmina. Lo scrittore scende, saluta, prende una busta marrone. Ha in mano la mia chiavetta. Lo scrittore sorride, dieci parole, china il capo, saluta. Entra in macchina. Io pure. Mette le mani in tasca, si volta, mi guarda, mi guarda? Ha la faccia tirata, una grinfia in volto, tesa tra le rughe, tirata di paura. Si vedono i denti. Ho la testa tra le mani, di sudore e sebo, mi riempie i palmi, da parte a parte, il collo, mi offre, come pane scorza molle e dentro duro. Il rasoio pensa sia di cioccolato. Mentre sento la vita che scorre calda sulle mani, lo scrittore guarda la busta. E’ appiccicosa, la vita. Lo scrittore cade, lo scrittore è morto. Appiccica. Merda.

(Dell’autore non si sa nulla)


1. Thriller/Noir